martedì 15 ottobre 2019
29.01.2013 - Redazione

Da Bordighera alla coppa Davis: Andreas Seppi è pronto

“VI SVELO I DIETRO LE QUINTE DEGLI ALLENAMENTI A BORDIGHERA”

Neanche il tempo di rientrare dagli Australian Open, dove ha raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi di finale, e il campione di tennis Andreas Seppi è subito chiamato a un impegno importantissimo. Da venerdì a domenica, sulla terra battuta indoor del PalaVela di Torino, l’altoatesino avrà il compito di guidare l'Italia nella sfida di Coppa Davis con la Croazia, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo dei quarti di finale nel Gruppo Mondiale, che ai nostri manca dal lontano 1998. Malgrado le fatiche australiane, che gli hanno permesso di entrare fra i primi 20 giocatori del mondo (primo italiano dai tempi di Renzo Furlan, che riuscì nell’impresa 16 anni fa), Andreas è prontissimo per trascinare la formazione tricolore, forte del durissimo lavoro fisico svolto nel corso dell’inverno proprio al Bordighera Lawn Tennis Club.  Una preparazione che ha portato ottimi risultati, tanto che nel primo evento del Grande Slam dell'anno, Andreas ha saputo vincere due match di cinque set consecutivamente, facendo la differenza proprio dal punto di vista atletico.

 “La sua giornata tipo nel corso della preparazione - racconta Massaccesi - lo vedeva allenarsi sia al mattino sia al pomeriggio, quasi sempre nella nuova palestra del Club. Ma ai classici attrezzi ha preferito un lavoro diverso, impegnandosi spesso sugli spostamenti con addosso dei pesi o un giubbotto da 10 kg, talvolta anche all’esterno del circolo, o sulla rampa che porta al parcheggio dietro ai nostri campi. Una volta finiti gli allenamenti si immergeva in una vasca piena di ghiaccio per recuperare, quindi si sottoponeva a dei massaggi, sempre sotto l’occhio vigile di coach Massimo Sartori, vero e proprio punto di riferimento della sua carriera”. Una scelta, quella di allenarsi a Bordighera, che oltre a risultati di rilievo ha portato a Seppi anche tanta serenità, fondamentale per esprimersi al meglio dentro al campo. “Al nostro circolo non ha trovato pressioni o stress - conclude Massaccesi - ma solo un ambiente che col passare del tempo si sta adattando sempre più alle sue esigenze, per rendergli il lavoro più facile e aiutarlo ad arrivare ancora più in alto in classifica mondiale”.

 


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