martedì 15 ottobre 2019
21.09.2012 - V.G.

Regione: come rilanciare la "visibilità" dei borghi dell'entroterra?

La promozione e la valorizzazione degli "scrigni" custoditi nell'entroterra ligure come punto di partenza per rilanciare il comparto turismo. Ieri Ranzo (Imperia) era piena di stranieri...

Non è  vero che  l’ integrazione fra costa e entroterra fa crescere il turismo.

La Regione Liguria  ne è convinta e punta a  inserire l’entroterra  in un piano di promozione turistica ad hoc e autonomo, dedicato alle eccellenze del territorio, ai prodotti locali di qualità, oltre  ai percorsi di mountain bike e cicloturistici e a tutte quelle attività outdoor, dal trekking all’escursionismo. Come accade nelle Langhe in Piemonte e nelle colline Senesi e del Chianti che rappresentano una straordinaria offerta del territorio, ”a prescindere che la Toscana abbia anche la Versilia”, ha detto l’assessore al turismo Angelo Berlangieri intervenendo alla conferenza Regionale dell’Agricoltura, in svolgimento al Palazzo della Borsa  di Genova.

“ Pensate che Ieri a Ranzo, nell’Imperiese, ho visto una quarantina di turisti americani e tedeschi vendemmiare e prenotarsi anche per la raccolta delle olive, L’entroterra ligure, con i suoi bellissimi borghi e per queste attività, è frequentato dal 15% dei 50 milioni di presenze turistiche che ogni anno si registrano in Liguria, numeri destinati a crescere, soprattutto gli ospiti stranieri, se sapremo organizzare una offerta competitiva”.

Berlangieri ha anticipato che la promozione dell’entroterra ligure, al di là delle gite occasionali in collina dei turisti della costa, entrerà a pieno titolo nel nuovo piano triennale regionale del turismo . E il progetto potrebbe chiamarsi “Liguria da gustare”

“Promuovere il turismo di destinazione fine a se stesso oggi non serve a nulla.

Il turismo che oggi si muove è quello di motivazione e la Liguria ha tutte le carte in regola per muoversi in questa direzione”, ha detto Berlangieri.

L’assessore ligure al Turismo ha poi anticipato un giro di vite sulla classificazione dei bed and breakfast. “Troppo spesso queste realtà si trasformano, da una mormale opportunità di sostegno economico per tante  famiglie a vere e proprie strutture ricettive imprenditoriali senza averne in molti casi titolo e eludendo oneri fiscali e  quant’altro, e in concorrenza  con le imprese reali”.

 


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