sabato 21 settembre 2019
22.08.2012 - REDAZIONE

Bordighera: il Saint Charles come un "valore" aggiunto a Ponente

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Donato Basilii, Presidente del Comitato "Salviamo il Saint Charles di Bordighera".

"Mi piacerebbe parlare personalmente con il Dottor Alessio, medico del 118 lombardo, per rassicurarlo e informarlo meglio della nostra situazione, perché si evince dalla sua missiva una poca e non corretta informazione della situazione.
Già dalle sue osservazioni dice che noi abbiamo un solo servizio di elisoccorso, che spesso è già impegnato, quando c’è vento non decolla, non sempre ha a disposizione un pilota abilitato per i voli notturni.

Vorrei fargli presente che noi non vogliamo la garanzia di quattro mura, chiamato Pronto Soccorso, ma vogliamo la garanzia della professionalità e la tecnologia che ora è presente, anzi proprio perché il Prof. Cotelessa ha trasformato il nostro ospedale in una struttura di tipo ospedaliero, il Pronto è, l’unico baluardo rimasto per le emergenze, perciò dev’essere potenziato.
Deve anche sapere che all’interno vi sono sei lettini per le terapie, altri 10 di Astanteria, due letti di rianimazione. 

Tre medici sempre presenti uno di area medica uno di area chirurgica e un rianimatore, cinque o quattro infermieri un OSS per turno sulle 24 ore, preparati ed in grado di accettare qualsiasi emergenza stabilizzarli, ed accompagnarli in modo protetto in qualsiasi centro che la patologia richiede.
S’informi anche meglio su come avvengono gli accessi al Pronto Soccorso, proprio uno studio della regione Piemonte e della Lombardia di qualche anno fa, hanno confermato le statistiche fatte personalmente presso il Pronto di Bordighera, sede in cui ho lavorato gli ultimi venti anni come infermiere, l’80% degli accessi avviene con mezzi propri, solo il 20% viene intercettato dal 118.
Lo scorso anno sono transitati nel servizio circa 28 mila cittadini.

Negli utimi mesi, sono giunti in Pronto con propri mezzi due milze rotte operate nella sala operatoria di Bordighera, più nuova e in regola di quelle di Sanremo dove non sarebbero arrivati e come altri non avrebbero trovato posto, alcuni ictus, arresti c.c., infarti, edemi polmonari tutti egregiamente curati e successivamemnte accompagnati in modo protetto in altri centri.

Un Punto di primo soccorso non potrà più garantire nulla di tutto questo, perché il suo accreditamento è diverso sia dal punto di vista della quantità e qualità del personale, e, della tecnologia presente all’interno della quattro mura.
Posso dirle che le cose che mi fanno più arrabbiare sono le persone come chi essendo un medico non capisce o fa finta di non capire certe cose. 
Il servizio dato in un pronto soccorso è essenziale, è come l’acqua, non è solo un bisogno, è un diritto, che d’evessere distribuito in modo equo senza specularci sopra, neanche con le parole".


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