lunedì 14 ottobre 2019
27.03.2012 - redazione

PCL Imperia contro il prelievo forzoso in busta paga addizionale regionale e arretrati 2011

Comunicato stampa

Monti e Burlando ci stanno depredando con una nuova “gradita” sorpresa nelle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori.

Grazie agli effetti della manovra “Salva Italia” ma uccidi gli italiani, da questo mese troveranno la loro busta decurtata per effetto dell'aumento dell'Addizionale regionale e del prelievo forzoso degli arretrati per l'anno 2011.

Infatti il Consiglio regionale, a maggioranza di centro di centro-sinistra, il 27 dicembre ha fatto gli auguri al Nuovo anno ai propri cittadini con la Legge regionale 37, che all'articolo 6 ha stabilito con effetto retroattivo l'aumento delle aliquote di imposta.

Per cui l'Addizionale regionale passa al 1,23% per i redditi sotto i trentamila euro, ed al 1,73% per i redditi superiori, quindi con aumento dello 0,33% per entrambi gli scaglioni. Tra l'altro la legge è stata anche dichiarata urgente, come le alluvioni che travolsero Genova il mese prima.

La necessità di tale mannaia sociale viene attribuita al pensante della sanità ligure che nel 2009 aveva una spesa pro capite di 2024 euro a fronte della media nazionale di 1816 euro.

Il deficit reale a fine anno 2011 è stato di 150 milioni di euro mascherata con l'ennesima vendita a prezzi discutibili di immobili e con alchimie contabili.

“Troppe spese e una gestione non buona delle ASL”, così si giustifica la Regione, tanto è vero che i manager dell'ASL 3 e ASL 1, ovvero quella imperiese, sono stati mandati a casa pochi mesi fa, salvo scoprire ad inizio marzo che lavorarono “così bene” nel raggungimento degli obiettivi assegnati da ottenere un per gli anni 2009-10, di 26mila euro il primo e di 27mila euro il secondo, e cosi via per gli altri manager sanitari.

Mentre impazza il toto ospedale unico e cresce la fame di lottizzazione delle future aree ospedaliere dismesse per operazioni di edilizia residenziale e speculativa, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti pagano l'ennesimo tributo alla pessima gestione pubblica.

Il PCL chiede il ritorno alle aliquote precedenti, la fine della svendita dei beni immobili pubblici ed un piano di risanamento della Sanità pubblica che ponga la salute e non l'interesse economico al centro di ogni cosa.

Via il Governo Monti, Via il Governo Burlando, figli della stessa politica liberista che ogni giorno spegne la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.


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