sabato 21 settembre 2019
24.03.2012 - Alice Borutti

Il PCL sull'incidente al cantiere Ferrovial ad Andora

comunicato stampa

 

L'episodio del grave infortunio riportato dall'operaio di origini marocchine, a seguito dell'ultimo incidente sul lavoro verificatosi nei cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria, ci induce ad esprimere un giustificato e legittimo giudizio di riprovazione e ad un forte e sacrosanto risentimento riguardo la conduzione dei lavori da parte della Ferrovial. Il fatto di stamane, dell'operaio caduto in una buca profonda 8 metri, rischiava di divenire tragedia , analogamente a quanto avvenne nel giugno 2008, in cui perse la vita il lavoratore Bortolo Strambini, travolto da una centina che gli spaccò completamente il torace. In entrambi i casi si tratta e si trattò di lavoratori alle dipendenze di ditte esterne o sub-appaltatrici.

I lavori per la realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria, nel corso degli ultimi anni, sono stati caratterizzati da una gestione assai discutibile. La mega-impresa spagnola ha bloccato i cantieri più volte, lasciando a casa centinaia di operai senza paga per mesi, per poi riattivarli, imponendo ai lavoratori “riassunti” ritmi e condizioni di lavoro insostenibili per rispettare le scadenze dell'appalto. Ciononostante la RFI continua a versare parte dei 60 milioni pattuiti per l'appalto, standosene ferma senza procedere ad alcun ricorso concreto per vie legali per il rimborso dei soldi già spesi e senza intervenire con la sostituzione della ditta appaltatrice. Di diverso avviso, invece, è quando si tratta di aumentare i biglietti dei treni interregionali per i pendolari in cambio di un servizio sempre più scadente e vergognoso ( ritardi, insufficienza di posti a sedere, totale mancanza di igiene ).

Le conseguenze delle palesi irregolarità verificatesi nella costruzione del raddoppio della linea ferroviaria sono ricadute, ancora una volta e direttamente, sulla pelle dei lavoratori. La caduta dell'operaio di stamattina rappresenta un altro triste segnale che conferma l'arretratezza nel campo dei diritti del lavoro del nostro territorio.

Dopo gli ultimi 1500 licenziamenti registrati l'ultimo anno nell'edilizia in provincia, gli operai edili si trovano ad affrontare una situazione sempre più difficile, con una maggiore esposizione alla ricattabilità dei padroni e con condizioni di lavoro e di sicurezza precarie, oltre a salari da fame.

Il PCL e'da sempre vicino alle lavoratrici ed ai lavoratori, ed a livello nazionale, unico partito coerentemente comunista, rivendica l'esproprio delle Aziende che non garantiscono la sicurezza e la galera per i padroni responsabili degli infortuni sul lavoro.

La sicurezza sul luogo di lavoro deve essere controllata severamente dalle autorita' preposte, che spesso sono assenti, e dai lavoratori stessi.

Su questi principi il PCL si e' sempre impegnato e si continuerà ad impegnare per unire il mondo del lavoro contro i continui attacchi del governo e del padronato.

 






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