venerdì 19 luglio 2019
14.01.2013 - REDAZIONE

Antonello Ranise (Pdl) sulle vicende del Comune di Bordighera

Ranise è membro del Coordinamento Provinciale del Pdl. Queste le sue parole in merito alla vicenda della giunta Bosio, decapitata dal decreto Maroni ed ora "riabilitata" dalla sentenza del Consiglio di Stato.

"La notizia che il Consiglio di Stato ha formalmente accolto il ricorso dell' ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio e che, di conseguenza, il Comune da lui amministrato non andava sciolto, oltre ad avermi fatto piacere a titolo personale, è prima di tutto una notizia positiva per tutti, che restituisce dignità alla città e che dovrebbe essere accolta con soddisfazione unanime.

Non si tratta qui di lasciarsi andare a superficiali trionfalismi o a rivincite contro la “malignità” della sinistra, ma soltanto di rilevare un fatto positivo anzitutto per il nostro territorio.

Per sgombrare il campo da equivoci, concordo con chi afferma che ora più che mai è necessario non abbassare la guardia contro la malavita organizzata e contro tutti i suoi aspetti pervasivi ed inquinanti.  Però è altrettanto necessario mantenere equilibrio e serenità di giudizio, cosa che non mi pare proprio sia sempre avvenuta, specie trattandosi di fatti così gravi e delicati. Se infatti l'appello di Bosio è risultato fondato e i condizionamenti criminosi non dimostrati, il “difetto di motivazioni” rilevato dal Consiglio di Stato pone diversi interrogativi.

Anzitutto di ordine istituzionale: a livello ministeriale (Ministero dell'Interno) evidentemente si sarebbero dovuti introdurre ulteriori elementi valutativi (ricordo che lo stesso prefetto di allora fu sconfessato dal ministero competente).

Poi di ordine economico, con un gravissimo danno d'immagine per Bordighera e per tutta la nostra Provincia. Infine, anche a livello personale e privato, due anni di “fango” mediatico, come ha dichiarato lo stesso Bosio, non si ripagano facilmente.

Per questo l'atteggiamento di fronte a fatti di tale rilevanza deve essere sempre improntato alla cautela, all'approfondimento, senza pregiudizi di parte. Per questo non si dovrebbe mai fare politica sfruttando cinicamente processi e azioni giudiziarie senza aspettarne la conclusione".

Si ringrazia per la foto Riviera 24.


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