mercoledì 16 ottobre 2019
01.04.2013 - Redazione

Profondo cordoglio a Ventimiglia per la morte di Don Ido Busatto

Si è spento all'età di settantacinque anni nel paesino di Belvedere, frazione del Comune di Tezze sul Brenta di cui era originario, proprio la Domenica delle Palme. Da tempo Don Ido Luigi Busatto aveva lasciato la Diocesi di Ventimiglia - Sanremo, presso la quale comunque continuava ad essere incardinato, a causa dei gravi problemi di salute di cui soffriva ed aveva raggiunto il paese d'origine in Provincia di Vicenza ove comunque, sino a quando gli era stato possibile, continuava a dare una mano nell'attività pastorale nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Belvedere ove era stato battezzato alla fine del 1937. Era, infatti, venuto al mondo proprio il primo Dicembre di quell'anno. Don Ido, come tutti lo chiamavano a Ventimiglia, in realtà era Monsignore ed ha dedicato buona parte del proprio ministero sacerdotale proprio alla cura delle anime della città di confine. Ordinato presbitero il tredici Marzo del 1965 e presente a Ventimiglia dal sedici Aprile del 1992, aveva svolto dapprima la sua opera come vice- parroco della Chiesa di Sant'Agostino e, poi, era stato nominato Parroco a Roverino per essere poi sostituito dall'attuale reggente la Parrocchia del più popoloso rione cittadino e cioè dal colombiano Don Rito. Molteplici le attività catechistiche portate avanti dal prete veneto che gli sono valse la stima e la riconoscenza dei suoi parrocchiani. A Roverino ebbe, pure, ad affrontare parecchie emergenze quali quelle legate alla disastrosa alluvione del Novembre del Duemila che causò l'inagibilità della Chiesa succursale di Sant'Antonio da Padova nella popolosa zona delle Gianchette. Per uno strano scherzo del destino Don Ido è stato chiamato a miglior vita proprio una settimana esatta dopo che il suo successore Don Rito aveva inaugurato la restaurata  Chiesa di Sant'Antonio con le opere parrocchiali, il campetto da calcio ed il sagrato annessi, finalmente riportata all'onore che le compete una volta risanate le ferite dell'alluvione. Oggi Sant'Antonio si presenta con una ragguardevoel veste nuova insiem alle sue rinnovate e prestigiose vetrate istoriate. Di tutto ciò Monsignor Ido Luigi Busato sarebbe stato orgoglioso.          

S.B.       


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