sabato 21 settembre 2019
30.05.2012 - Donatella Lauria

Terremoto: benzina più alta anche in Liguria per aiutare i terremotati

Aumenti  in vista per i carburanti, ma questa volta non per speculazione dovuta al prezzo del petrolio o al cambio euro/dollaro.
Il Consiglio dei Ministri sta pensando a un ritocco di qualche centesimo per reperire le risorse al fine di fronteggiare il risarcimento dei danni provocati dai terremoti che hanno colpito l'Emilia in questi giorni.
Ci sarà un rialzo delle accise intorno ai 2 o 3 centesimi anche in Liguria. Una decisione di sicuro destinata a suscitare polemiche e che già in molti definiscono "tassa sulla disgrazia".
La proposta è una di quelle all'ordine del giorno che saranno discusse nel Consiglio dei Ministro di questa mattina.
Non è d'altra parte una novità: le accise sui carburanti sono sempre state oggetto di misure del genere, in particolari situazioni di emergenza, fin dal 1935, quando il regime fascista decise di aumentare le imposte fisse sulla benzina per reperire i finanziamenti con cui affrontare la conquista dell'Etiopia. Una tassa che gli italiani hanno pagato fino a pochi anni fa, nonostante la fine della seconda guerra mondiale!
All'epoca, la tassa sui carburanti fu stabilita in 1,90 lire. Successivamente il nostro governo applicò la stessa misura in occasione della crisi internazionale del Canale di Suez nel 1956, con 14 lire sui carburanti. E in seguito fu la volta della tragedia del Vajont nel 1963, con un aumento di 10 lire, poi con l'alluvione di Firenze del 1966 e con il terremoto nel Belice del '68. L'aumento che lo Stato decise per il terremoto del Friuli del 1976 si tradusse in un aumento di 99 lire, quindi fu la volta dell'Irpinia, nel 1980, con un ritocco al rialzo di 75 lire. In seguito, i cittadini hanno finanziato la missione di Pace in Libano del 1983 pagando un'imposta di 205 lire, ed anche il conflitto nella ex Jugoslavia nel 1996, con un'accisa di 22 lire.
Le alluvioni in Toscana e Liguria dello scorso novembre sono pagate 0,0089 euro al litro, e infine, secondo quanto prevede la manovra per il risanamento della spesa pubblica ai sensi del decreto legge del 6-12-2011, la crescita e il consolidamento costa ai cittadini 0,082 euro al litro.


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