sabato 21 settembre 2019
01.06.2012 - REDAZIONE

Confartigianato lancia grido d'allarme sull'economia locale

Antonio Sindoni, Presidente della sezione edili della Confartigianato imperiese, è scettico e preoccupato sui termini di ripresa di una Provincia che definisce dall' "encefalogramma piatto". Comunicato Stampa

"Questa è una provincia che appare inerte con un encefalogramma piatto". E' un vero grido di allarme quello che lancia Antonio Sindoni, presidente della sezione edili della Confartigianato di Imperia, in merito all'attuale situazione economica dell'estremo ponente ligure. "C'è un impoverimento generale della provincia - spiega - Le banche stringono il credito e diventa difficile avere finanziamenti per le piccole e medie imprese, che nell'imperiese rappresentano il 99% come numero ed il 50% come occupazione. Un altro problema rilevante sono i debiti che la Pubblica Amministrazione ha con le ditte - prosegue Sindoni - Forse non si rendono conto di cosa voglia dire avere dei crediti e non poterli incassare, con le banche che stanno con il fiato sul collo”.

“Bisogna già fare i conti con un'imposizione fiscale tra le più alte, per non parlare delle ricadute che ci saranno con L'Imu sugli insediamenti produttivi. I Puc sono fermi, o in via di evoluzione ma con problemi burocratici. Il pubblico deve fare uno sforzo per riattivare cantieri importanti come quelli della Ferrovia, della Statale 28 del Col di Nava, dell'Aurelia Bis e del Col di Tenda. Bisogna completare e far ripartire le opere pubbliche come il porto di Imperia e quello di Ospedaletti, per i quali c'erano aspettative anche in termini di occupazione. Non passano giorni che i nostri associati non ci riportano questi problemi".

Un'analisi dura quindi, che prende spunto anche dai preoccupanti dati della Cassa Edile provinciale. Negli ultimi 12 mesi, tra dicembre 2010 e dicembre 2011, si è registrato un calo delle ore lavorate pari a 237.600, corrispondente a circa il 20%. Rispetto al recente passato emerge che le ore lavorate si sono drasticamente ridotte dalle 5.535.481 del 2007 alle 4.187.634 del 2011. Stesso discorso per i salari, con i 47.796.453 del 2007 ai 41.750.241 del 2011. Flessione anche nel numero degli operai, dai 5.855 del 2007 ai 4.288 del 2011.

"La popolazione dei comuni commissariati rappresenta quasi il 50% dell'intera provincia, e questo di certo non migliora la situazione - aggiunge il presidente degli edili della Confartigianato - Altro aspetto difficile da comprendere sono i rallentamenti legati alla burocrazia e le normative per gli artigiani sempre più stringenti e costose. Già più volte abbiamo denunciato poi la grave carenza di discariche di inerti che incide sull'edilizia, settore che rappresenta il 50% della manodopera della provincia. Il mercato immobiliare sta letteralmente crollando. Preoccupano poi le notizie riguardanti l'eliminazione del Tribunale di Sanremo, con tutti gli uffici ad esso collegati come la conservatoria, ed il possibile accorpamento con Savona della Prefettura e della Questura di Imperia”.

“Sono cose che non si risolvono in un giorno, ma  se non si inizia non si potranno mai affrontare. E poi cosa si sta facendo per il turismo e per la floricoltura, che seppur in crisi continuano a costituire una porzione importante dell'economia locale ? Negli appalti si deve considerare la procedura negoziata, che consente che per lavori fino a 500 mila euro il lavoro venga lasciato sul territorio. Che fine ha fatto la tanto pubblicizzata zona franca di Ventimiglia ? Insomma tante domande che si potrebbero riassumere in una sola: dove vuole andare questa provincia ? Ci potrebbe essere la risposta".

 


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