domenica 25 ottobre 2020
12.01.2012 - REDAZIONE

Genova Palazzo Ducale: "Esplorare e comunicare l'Antartide un secolo fa"

Genova, Palazzo Ducale - Sala del Camino sabato 14 gennaio, ore 16

Nell’ambito della mostra Race. Alla conquista del Polo Sud, in corso nel Sottoporticato di Palazzo Ducale fino al 18 marzo, viene presentata l'edizione anastatica con prima traduzione italiana dell’opera di Sir. E.H. Shackleton "Esplorare e comunicare l'Antartide un secolo fa", unico libro che sia mai stato scritto e stampato in Antartide.

L’esploratore e scrittore inglese lo intitolò “Aurora Australis” e lo diffuse al ritorno dalla sua spedizione al Polo Sud nel 1908. Quest’opera è una delle più rare e uniche al mondo poiché ne sono attestate solo una sessantina di copie in archivi e collezionisti privati.

Sir Ernest Henry Shackleton (Irlanda 1874-1922), a soli 27 anni prese parte

alla sua prima spedizione antartica con la Discovery (1901-1903). Raggiunse la massima notorietà dopo la straordinaria avventura che, tra il 1914 e il 1916, lo vide protagonista di una memorabile operazione di recupero del suo equipaggio bloccato nel pack antartico. Benché sia passato alla storia per questa formidabile impresa nautica quasi al di là dei limiti umani, Shackleton fu un personaggio notevole anche per la sua attività editoriale che con passione e competenza mise in atto durante la missione Nimrod, 1907-1909 e nella successiva missione antartica. Le condizioni logistiche della realizzazione dell’opera (una baracca di nemmeno 60 mq abitata da 14 esploratori), l’ambiente geografico (il plateau antartico) e le temperature estreme (fin oltre – 40°), fanno di questa antologia di contributi di varia natura a firma di scienziati ed esploratori, coordinati appunto da Sir E.H. Shackleton, uno dei documenti più interessanti del periodo “ eroico” delle esplorazioni antartiche.

Durante la presentazione saranno proiettate parti del film sull’Antartide di W.Herzog, “Encounters at the end of the world”.

Alla presentazione interverranno Ada Grilli, curatrice dell’opera e Paolo Bernat, curatore del Museo Nazionale dell’Antartide, sezione di Genova.


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