giovedì 17 ottobre 2019
05.03.2012 - Alice Borutti

Caltagirone portato nel carcere di Imperia

Per ora restano indagati a piede libero Calzia e Merlonghi.

 

Dopo 2 ore d'interrogatorio, l'imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone è stato trasferito al carcere di Imperia, verrà difeso dagli avvocati Diodato del foro di Roma e Moroni del foro di Sanremo. Restano per ora indagati a piede libero Paolo Calzia, ex direttore generale del Comune di Imperia, Delia Merlonghi, legale rappresentante dell'AcquaMare di Caltagirone, non risulterebbe indagato Domenico Gandolfo, ex direttore della Porto di Imperia, società partecipata del Comune di Imperia che ha in concessione i lavori del porto incriminato.

L'interrogatorio a Carlo Conti, è tuttora in corso, è stato portato presso gli uffici della Polizia Postale di Imperia e pare che abbia scelto come difensore l'avv. Alessandro Mager di Sanremo.

Pare che l'inchiesta sul porto che ha portato agli arresti di oggi sia partita nel 2010 per chiarire le modalità di assegnazione della concessione delle aree alla “Porto Imperia spa”, la cordata con quote azionarie al 33,3 per cento formata dal Comune di Imperia, dall'Acquamare e da un gruppo di imprenditori locali, tra i quali Pietro Isnardi, suocero di Marco Scajola. L'inchiesta era stata avviata dopo che il Pd ligure aveva presentato un esposto in Procura.

 

Nella prima fase il p.m. Maria Antonia Di Lazzaro aveva indagato Claudio Scajola, Francesco Bellavista Caltagirone, Paolo Calzia e Domenico Gandolfo della Porto di Imperia spa, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al falso in concorso per l’affidamento dei lavori a Caltagirone, senza un bando di gara, e per una cifra che da 30 milioni di euro è lievitata fino a oltre 120 milioni, secondo il p.m.  frutto di un accordo tra l’ex ministro e amministratori imperiesi. 

Nel 2011, l'ex dirigente dell'Ufficio Porto e Demanio del Comune, Pierre Maria Lunghi, provocando svariate reazioni nonchè richieste risarcitorie anche per violenza privata da parte del Sindaco Strescino ai danni dello stesso Lunghi, revocò la concessione alla quale seguì il ricorso al Tar della controparte. 

 

 


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